La fortezza raggiunse il suo massimo splendore all'epoca di Pompeo Colonna (1508), quando, divenuto un importante centro di transumanza, l'abitato del castello assunse l'aspetto che ancora conserva e la comunità si dette un primo statuto (1536).
Posto al confine tra Stato Pontificio e Regno di Napoli, dal XVI secolo ad oggi, il paese fu nuovamente teatro di violenze e gravemente minacciato quando i briganti di Marco
Sciarra distrussero il vicino paese di Prugna. Nei secoli successivi, durante i quali la fortezza antica, perdendo il ruolo difensivo, andava decadendo non si registrano avvenimenti particolari.
Ciò nonostante, le bellezze paesaggistiche e i tesori dell'arte, unite ad un ricco patrimonio di tradizioni e di storia, rendono Cervara, sin dai primi dell'Ottocento, una meta privilegiata da artisti stranieri che ne traggono una fonte inesauribile di ispirazione.
Il primo a lasciare traccia del suo passaggio a Cervara tu, nell'ottocento, il tirolese Giuseppe Antonio Kock, a cui seguì Bartolomeo Pinelli, prolifico illustratore di Roma e provincia, da menzionare nella produzione ottocentesca il dipinto "Les Cervaroles" di Ernest Hébert (1817-1908), nel Novecento la tradizione continua con Kokoshka, Sante Monachesi, Domenico Purificato, Aldo Riso e molti altri ancora.
A tutt'oggi il centro abitato si conserva praticamente intatto, sia a livello urbanistico che architettonico. |
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Il centro storico |
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