Negli anni '70, abbandonate le mostre estemporanee, si cercò di arricchire l'intero nucleo urbano con opere "stabili", che potessero essere ammirate non più per un breve periodo, ma in permanenza. Così, numerosi artisti attratti dalla bellezza del luogo, sì sono inseriti nell'ambiente, lasciando una propria testimonianza, con rispetto e discrezione. Né possiamo dimenticare le poesie scolpite sulla roccia di: Ungarettì, Raphael Alberti, Accocca, Luisi, Pagliarin, Bugatti e Pasolini.
Ci sono anche le note di Ennio Morricone su una parete è riportato lo spartito di "Passacaglia per Cervara". Un murale è dedicato a Giovanni della Prugna, trucidato dai nazisti come pure la poesia "Il Tramonto" di Nadia Nencioni in memoria della bambina di nove anni, una delle vittime della strage dei georgofili a Firenze. A titolo di curiosità, si ricorda che Cervara, dal 1998, è gemellata con Struga, in Macedonia, città mondiale della poesia. Da menzionare pure le maschere di pietra, le immagini sacre in terracotta e le originali targhe per la toponomastica in ceramica e in legno dipinte da Pìscopo, Rosati, Mecci, Fortunato, Mastroianni, Vincenzo Bianchì. Tutti motivi, questi, che sono valsi a Cervara di Roma, nel 1991, il diploma di Villaggio Ideale d'Italia, conferito dalla rivista Airone con il Patrocinio della Comunità Europea.
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La " Passacaglia per Cervara" di Ennio Morricone |
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